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MARIO BASIOLAMARIO BASIOLA

Mario Basiola nasce ad Annicco il 12 Luglio 1892 da una famiglia molto modesta che, tre mesi dopo la sua nascita, decide di tentare l'avventura sudamericana, emigrando in Brasile: ritornerà pochi anni dopo, senza aver trovato la fortuna che sperava.

L'infanzia e la prima giovinezza di Basiola saranno legate al paese.

La chiesa fu la prima palestra d'arte per il grande baritono.

Nel 1912 anno della chiamata di leva, doveva cominciare l'avventura del futuro baritono di Annicco.

Tra il 1918 e il 1923 prese avvio l'attività italiana del cantante, che in quegli anni si cimentò, sui palcoscenici di varie città, sia nel repertorio più attuale, sia soprattutto, nelle opere tradizionali.

Nel 1924 è a New York al Metropolitan teatro in cui debutta con l'Aida.

In America conosce il soprano Caterina Gobbi che nel 1927 divenne sua moglie.

Lasciato nel 1932 il Metropolitan, il baritono continuò ad esibirsi con costante successo nei maggiori teatri italiani ed esteri, accanto ai più bei nomi della lirica.

Rapido fu altresì l'inserimento nell'ambito provinciale.

La sua ultima recita fu a Udine nel 1952, trasferitosi a Milano si dedicò, coadiuvato dalla moglie, all'insegnamento.

Si spense ad Annicco il 3 Gennaio 1965.

SANTUARIO MADONNA DELLA NAVESANTUARIO MADONNA DELLA NAVE

Sulla roggia Marca tra Grontorto e Barzaniga, narra la leggenda, la Madonna è arrivata, in epoca remota, in "nave": un'immagine contesa per tre giorni tra le due comunità, infine accolta in una primitiva cappella edificata sulla seriola Muzza.

Nel 1712 il parroco di Barzaniga, don Pietro Billieni, ottenne dal vescovo di Cremona, Carlo Ottaviani Guaschi, la licenza per l'erezione dell'attuale santuario, opera del capomastro Benedetto Maffei: un edificio semplice, costruito con libere offerte della pietà contadina: balle e pezze di lino, tela, fazzoletti, "camisini o scosali".

Tra i benefattori più cospicui lo stesso parroco Billieni e il marchese Giacinto Arriguzzi.

Il nuovo santuario è benedetto il 2 Settembre 1728.

L'interno si presenta come una piccola aula a tre campate con lievi sfondali laterali e continuo fregio aggettante che segna l'imposta della volta.

Nel 1990, per l'iniziativa del parroco don Lino Viola, è stato radicalmente rinnovato lo spazio presbiteriale, secondo le norme liturgiche conciliari, con la nuova mensa eucaristica collocata davanti al vecchio altare, opera di Antonio Restellini e fratelli (1840).

La sacra immagine è un affresco che raffigura la Vergine con il Bambino, restaurata da Bonomi da Nembro nel 1991.

Per la solenne inaugurazione dei lavori è stata composta una preghiera che esprime la pietà popolare: Maria stella del mare che protegge i naviganti nelle tempeste della vita; una speranza che non muore mai e che stimola la preghiera di molti fedeli che ogni giorno sostano nel piccolo santuario, di tronte al cimitero comunale, sospirando pace per i vivi e per i morti.
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